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Fanteria
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Nel corso degli anni le Fanterie si sono naturalmente evolute, complici i progressi tecnologici e lo snellimento generalizzato delle Forze Armate di tutti gli mwdwStati del mondo, in unità più piccole, dinamiche ed efficaci, con compiti spesso specializzati.
Contents
• Storia
• Impiego
• Italia
• Note
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Storia
Dall'Età Antica al Medioevo
I primi reparti di fanteria nacquero con la disciplina e l'inquadramento delle truppe a piedi dei primi mwgqeserciti delle prime civiltà organizzate come quelli dei Sumeri, Assiro-Babilonesi, Egiziani, Hyksos, e Medi. In questi eserciti comparvero le prime mwggunità a cavallo e l'utilizzo dei mwgwcarri da guerra: questa semplice apparizione rendeva necessaria la distinzione tra truppe appiedate e truppe a cavallo e quindi anche la definizione di fanteria. Inoltre si cominciò a cercare di inquadrare le truppe a piedi per effettuare manovre diverse e più complesse del semplice avventarsi frontalmente sull'esercito nemico. Anticamente la fanteria costituiva il grosso dell'esercito, a fronte di reparti di mwhacavalleria numericamente esigui che venivano usati in genere per azioni di disturbo, per incalzare nemici già in fuga o per attacchi secondari: l'urto principale era sempre quello delle due fanterie nemiche. Queste erano divise fra mwhqfanti leggeri, con solo mwhgspada e mwhwscudo o addirittura con armi rimediate, e mwiafanti pesanti, che oltre alle armi avevano anche un'mwiqarmatura completa. Molto spesso i fanti avevano, oltre alla spada, anche una mwiglancia o mwiwgiavellotto che lanciavano contro gli avversari poco prima del contatto corpo a corpo. Inoltre una parte consistente della fanteria leggera era costituita da mwjaarcieri e mwjqfrombolieri.
Ben presto alcuni eserciti cominciarono a organizzarsi in veri e propri reparti e adottarono schemi di mwjwmanovra e combattimento precisi, soprattutto della mwkafanteria pesante: in questo, i precursori di maggior successo furono i Greci, con la mwkqfalange oplitica e, soprattutto, i Macedoni con la loro mwkgfalange macedone, seguiti tempo dopo dai Romani con la loro mwkwlegione (che a sua volta era suddivisa in reparti minori, chiamati coorti, manipoli, centurie a seconda del periodo storico, a conferma della ormai acquisita capacità di organizzazione) e l'utilizzo di particolari formazioni (come la mwlatestuggine romana) in presenza di situazioni specifiche. Durante gli ultimi secoli del suo impero, mwlqRoma riorganizzò più volte il suo esercito e conseguentemente anche le sue legioni che tra le sue file annoverava sempre più soldati e comandanti provenienti dalle tribù germaniche asservite lungo i confini del proprio impero: ormai il ruolo delle legioni era contrastare le popolazioni germaniche e nordiche che premevano sugli stessi confini per entrare nei territori imperiali. Quando tali popolazioni riuscirono a penetrare all'interno dell'impero e a stanziarvisi, avvenne la dissoluzione della mwlgpars occidentalis dell'mwlwImpero romano, formalmente dopo le mwmainvasioni barbariche e con la deposizione dell'ultimo imperatore d'occidente mwmqRomolo Augusto nel 476 a.C.
Con la nascita del mwmwfeudalesimo si ebbero importanti ripercussioni sul modo di combattere: infatti caduto l'mwnaImpero romano, durante il mwnqperiodo feudale la fanteria regredisce e assume importanza la cavalleria. Chi prende le armi per difendere un territorio ne assume anche il controllo come mwngfeudatario, e combatte a mwnwcavallo, lui e pochi altri suoi pari, perché nel feudo è l'unico a poterselo permettere. In questo periodo la fanteria è costituita da mwoamercenari o da mwoqservi della gleba arruolati a forza nelle terre del feudo: si può ben immaginare quanto poco fossero motivati a combattere e quanto scarso fosse il rendimento in una mwogbattaglia in campo aperto di queste truppe, che a questo punto venivano utilizzate soprattutto durante gli assedi. Quando i re medievali andavano in guerra, dovevano convincere i loro vassalli per ottenere un esercito, e dovevano girare per le province e per le città a chiedere fondi. Non esistevano, infatti, le mwowtasse come noi le conosciamo, perlomeno a livello nazionale. Queste guerre non potevano durare più di un paio di mesi, e dovevano necessariamente essere su piccola scala. Con la mwpaguerra dei cent'anni e l'introduzione della fanteria e degli eserciti mwpqmercenari, i mwpgvassalli persero la loro importanza come cavalieri, e il rafforzamento del potere statale (anche dovuto alla perdita di importanza della nobiltà) consentì guerre su scala maggiore, più lunghe e più sanguinose, con più mezzi e più uomini.
La fanteria tornò ad assumere importanza durante la guerra dei cent'anni tra mwqaFrancia e mwqqInghilterra (1337 - 1453) durante la quale si svolsero tre battaglie che cominciarono a segnare la fine della mwqgcavalleria pesante e la rinascita della fanteria: mwqwCrecy (1346), mwraPoitiers (1356) e mwrqAgincourt (1415). Durante queste battaglie, la fanteria (soprattutto con l'utilizzo di mwrgarcieri) riuscì a resistere alle cariche di cavalleria e a decimare le forze nemiche, battendole sul campo. Da quel momento, la fanteria dei Paesi europei, costituita soprattutto da mercenari, sviluppò ulteriormente le tattiche che la resero quasi invincibile nei confronti della cavalleria (come l'utilizzo della formazione detta "mwrwquadrato" dalla quale si ergeva da ogni lato un muro di mwsapicche che risultava impossibile superare a cavallo) e tornò a essere la forza principale di qualsiasi esercito.
L'età moderna e le armi da fuoco
Con l'avvento delle mwuaarmi da fuoco però, la fanteria compie un ulteriore e decisivo salto di qualità e nasce la figura del mwuqfuciliere (o mwugmoschettiere): i reparti di fanteria vengono riorganizzati per usare la nuova arma, inizialmente sostituendo gli arcieri e integrandosi con picchieri e alabardieri come nell'esercito spagnolo dal XVI al XVII secolo, poi diventando praticamente l'unica specialità della fanteria (negli eserciti dell'era napoleonica).
Lo schieramento delle unità che si fronteggiavano cambiò da rettangolare a lineare, cioè disposto su due linee di soldati, una in piedi e l'altra inginocchiata, che facevano fuoco alternativamente mentre l'altra linea ricaricava il mwvafucile, che era ad mwvqavancarica. Da questo schieramento, mantenuto per tre secoli fino all'avvento delle armi da fuoco moderne (prima le armi ad avancarica ma a canna rigata, poi quelle a retrocarica, e infine le mwvgarmi automatiche e le mwvwmitragliatrici) nasce la designazione mwwafanteria di linea che si è mantenuta in uso fin quasi ai giorni nostri. La formazione rettangolare o "quadrato" venne mantenuta solo per i movimenti dei reparti schierati sul campo di battaglia prima del contatto o per essere adottata in particolari situazioni, come per resistere a mwwqcariche di cavalleria da ogni lato o per ammassare un sufficiente numero di uomini per eseguire l'assalto alla mwwgbaionetta, il quale rappresentava l'attacco risolutivo, data l'esigua portata delle armi ad avancarica a canna liscia che costringeva a sparare quasi a contatto con il nemico.
Dopo la mwxaRivoluzione francese, durante il periodo napoleonico, si ebbero grandi mutamenti anche nel reclutamento dei soldati (soprattutto di fanteria) in quanto si vide l'utilizzo del primo grande esercito di mwxqcoscritti: a differenza degli altri eserciti europei costituiti da nobili (in qualità di ufficiali comandanti), da professionisti che avevano scelto il mestiere delle armi e da criminali e malfattori che entravano in qualche reggimento per non essere perseguiti dalla legge, l'mwxgesercito francese della mwxwPrima Repubblica francese e poi di mwyaNapoleone Bonaparte era costituito da "cittadini" (spesso volontari, ma anche coscritti dallo Stato): da questo evento in poi, anche gli altri eserciti avrebbero usato sempre più spesso il "richiamo alla mwyqleva" per formare i propri ranghi, in special modo quelli delle truppe di fanteria.
Le guerre napoleoniche e le innovazioni del XIX secolo
mwzqNapoleone, che creò appunto la mwzgfanteria napoleonica - un tipo di mwzwfanteria leggera - dopo aver valutati i diversi effetti in combattimento, della fanteria di linea e dei mwaatiragliatori. Questi ultimi erano reparti formatisi durante la mwaqRivoluzione francese e totalmente composti da volontari che, a causa della loro insufficiente istruzione militare, non erano in grado di manovrare inquadrati. Raggruppati in battaglioni, i tiragliatori venivano lanciati innanzi ai reparti di linea e, spesso, sorprendevano per i risultati ottenuti e per la modestia delle perdite subite, dovuta all'ordine sparso che ne rendeva imprevedibile il movimento e difficile l'individuazione. Nel settembre mwag1805 Bonaparte suddivise le grandi formazioni di tiragliatori, istituendo ufficialmente, in ogni battaglione di linea, una compagnia di "mwawvolteggiatori", composta di uomini agili, di bassa statura e particolarmente abili nel tiro e nel combattimento corpo a corpo. La novità tattica napoleonica diede eccellenti risultati e, vincendo le resistenze dei militari conservatori, venne adottata anche dagli eserciti avversari, primo fra tutti l'esercito austriaco, nel mwba1809.
Nella prima metà del mwbgXIX secolo, cominciarono a nascere corpi di fanteria speciale, caratterizzati dalla particolare abilità nel tiro col fucile e da un equipaggiamento leggero. Tali corpi assunsero varie denominazioni con preponderanza delle classiche "tiragliatori" e "mwbwcacciatori", usate da tutti gli eserciti europei. Le due specialità, generalmente, distinguevano reparti di sola fanteria (tiragliatori) o reparti misti di fanteria e cavalleria (cacciatori). Nei successivi decenni nacquero altre definizioni che, in ogni caso, richiamavano la precisione di tiro con il fucile. Tra le formazioni più celebri del secolo si ricordano i mwcacacciatori tirolesi, i tiragliatori algerini, i mwcgCacciatori d'Africa, i mwcwCarabinieri genovesi, i mwdatiragliatori bersaglieri, i mwdqCacciatori delle Alpi e molte altre che, in alcuni casi, diedero vita a corpi le cui tradizioni militari sono state tramandate fino al mwdgIII millennio.
Da questo momento storico in poi, lo sviluppo delle tattiche di fanteria si evolse in modo accelerato, anche per la successiva comparsa delle armi da fuoco a mwearetrocarica (i primi a utilizzarle in massa furono i fanti prussiani durante la mweqguerra austro-prussiana del mweg1866 e poi nella mwewguerra franco-prussiana del mwfa1870) e quindi delle mwfqarmi automatiche (le mwfgmitragliatrici soprattutto) distribuite ai fanti a partire dai primi del Novecento: la fanteria stava diventando sempre più simile a quella moderna.
Dal XX secolo a oggi
Il mwgqXX secolo ha rappresentato un periodo di incredibili cambiamenti nel condurre le guerre in generale e nell'evoluzione della fanteria in particolare. Molti Stati europei hanno affrontato l'inizio del secolo con eserciti adatti soprattutto a esercitare la loro influenza sui loro possedimenti coloniali e la fanteria non era esclusa da questo stato di cose.
Quando iniziò la crisi che portò alla mwgwprima guerra mondiale, tutti i coinvolti in causa dovettero ricorrere alla chiamata alle armi della propria popolazione maschile di età adatta. Nonostante il progresso tecnologico e l'apparizione di nuove armi avessero già fatto anticipare in qualche modo quali sarebbero state le modalità di combattimento in un successivo conflitto tra potenze europee, grande fu l'impreparazione di tutti nell'affrontare la nuova situazione: enormi masse di fanteria contrapposte su linee di fronte lunghe quanto i confini tra gli Stati, protette da reticolati e incapaci di avanzare o di fare qualsiasi tipo di manovra in quanto bersagliate dalle mitragliatrici e dagli sbarramenti di artiglieria.
In questo periodo la fanteria si trovò ad affrontare nuovi nemici oltre alla tradizionale cavalleria (che ancora di più non trovava impiego in questo tipo di guerra) e all'mwhqartiglieria: infatti si doveva guardare anche dagli aeroplani che mitragliavano dal cielo e, nell'ultimo periodo, dai primi mwhgcarri armati apparsi proprio per riguadagnare la possibilità di manovra.
La fanteria, ebbe un ulteriore assaggio di come sarebbero state combattute le battaglie successive durante la mwiaguerra di Spagna e tutto si realizzò poi nella mwiqseconda guerra mondiale: uso di armi automatiche largamente distribuite tra le truppe appiedate, uso degli mwigautomezzi per il trasporto rapido e su lunga distanza dei fanti, utilizzo di unità più snelle incorporanti i supporti logistici e tattici (artiglieria ed eventualmente mezzi corazzati) a livello mwiwdivisionale per avere mobilità e flessibilità di ruolo.
Fu in questo contesto che si sviluppò enormemente il concetto di mwjqcorpi speciali: dalle idee e dalle procedure di quei gruppi di fanteria speciale nati durante il primo conflitto mondiale (come le mwjgmwjwStoßtrupp tedesche gli mwkamwkqArditi italiani) era ormai in piena fase di attuazione la nascita e l'utilizzo di forze di fanteria specializzata adatta a impieghi meno tradizionali: nacquero reparti per svolgere pattugliamenti e raid motorizzati a lungo raggio nel deserto (Long Range Desert Group - LRDG inglesi) o per effettuare incursioni improvvise ben all'interno dei territori occupati dal nemico (mwkgcommando inglesi), inoltre vennero inventati i reparti di fanteria mwkwparacadutista lanciata dagli aerei (primo uso operativo in guerra da parte dei tedeschi in mwlaNorvegia, in mwlqBelgio e poi a mwlgCreta) e messe a punto le metodologie e i mezzi che permisero l'assalto mwlwanfibio di fanteria.
Dalla fine del secondo conflitto mondiale, la presenza del deterrente nucleare e la nascita di organismi di controllo internazionali come l'mwngONU, la caduta del mwnwmuro di Berlino e il proliferare di conflitti asimmetrici, hanno fatto sì che non si generassero più scontri su scala così ampia da richiedere l'impiego di grandi reparti di fanteria come succedeva in passato, o almeno non è più successo che avvenissero conflitti combattuti con masse enormi di fanteria contrapposte, con le dovute eccezioni come la mwoaguerra di Corea, e in scala minore la mwoqguerra delle Falkland.
Descrizione
Inquadramento e armamento
Sono inquadrati nelle mwpqunità militare terrestri e generalmente, non impiegano equipaggiamento particolarmente evoluto e hanno bisogno di minori esigenze rispetto a unità di altre mwpgspecialità. Hanno adottato una varietà di armamento molto eterogenea e mutevole nel corso della storia, come mwpwarmi individuali, come mwqapicche, mwqqspade, mwqgarchi, mwqwbalestre e mwrapugnali prima, e poi con mwrqarmi da fuoco quali mwrgarchibugi, mwrwmoschetti, mwsapistole e mwsqfucili a canna rigata.cite-ref-1[1] In alcuni casi può essere dotata di specifiche armi di reparto, e il pregio tattico è quello di poter combattere in qualunque condizione e su ogni tipo di terreno. Nell'impiego i fanti sono destinati agli scontri di massa, come assalti, consolidamento delle posizioni e al controllo del territorio.
Organizzazione
Si articola in unità veloci, dinamiche e spesso altamente specializzate, destinate a essere impiegate per compiti specifici in ambiti ben circostanziati e con armamento tecnologicamente avanzato. Se prima l'impiego della fanteria avveniva schierando intere brigate o reggimenti al completo, mediante l'articolazione di complesse manovre sul campo di battaglia, oggi si fa spesso riferimento alla singola squadra, al plotone o alla compagnia, in cui ogni individuo è di per sé un sistema d'arma in grado di ottenere il massimo effetto con il minimo sforzo e con la flessibilità di potersi adattare a contesti d'impiego diversi, quali le operazioni di mwuamwuqpeacekeeping o di mwugmwuwpeaceenforcing, oltre alle operazioni tradizionali. Anche per quanto riguarda gli spostamenti, dove prima grandi reparti marciavano a piedi verso l'obiettivo, adesso sia le piccole squadre sia i grandi reparti, si muovono per cielo (aerotrasportati), mare (anfibi) e terra (meccanizzati) a bordo di mezzi veloci e pesantemente armati in modo tale che questi ultimi possano essere impiegati durante tutto lo svolgimento dell'azione, e non solo per raggiungere il punto iniziale da cui far partire l'operazione.
Impiego
Il loro impiego può prevedere attività di acquisizione obiettivi, mwvgpattugliamento, mwvwrastrellamento, interdizione d'area, mwwasabotaggio, mwwqguerriglia e antiguerriglia oltre a quelli tradizionali. A partire dal mwwgsecondo dopoguerra è cresciuto l'utilizzo in congiunzione con mwwwmezzi corazzati per il proprio trasporto nonché per garantire supporto operativo. Il secondo impiego è quello della fanteria leggera: anziché utilizzare veicoli in propria dotazione esclusiva, sfruttano veicoli di vario genere in dotazione a reparti di più alto livello ordinativo per svolgere missioni specializzate. In questo caso anche l'addestramento delle truppe è orientato specificamente alla missione specializzata che esse sono chiamate a svolgere, per tipologia o per impiego ambientale particolare. È il caso delle truppe aviolanciate (mwxaparacadutisti che vengono lanciati col paracadute da aeromobili ad ala fissa o rotante) e delle truppe aeromobili (che usano gli elicotteri come veicolo tattico). Spesso nell'ambito della mwxqfanteria leggera vengono creati i mwxgreparti speciali che si occupano di missioni particolari: incursione, esplorazione/osservazione, guerriglia e antiguerriglia.
Può avvelersi di veicoli corazzati direttamente in dotazione fin dal più basso livello ordinativo per il trasporto dei fanti (mwyaVeicolo trasporto truppe VTT o mwyqArmoured Personnel Carrier APC) ed eventualmente anche per il combattimento da bordo (mwygVeicolo da combattimento corazzato della fanteria VCC o mwywInfantry Fighting Vehicle IFV). In questo caso si dice che il reparto di fanteria è meccanizzato, utilizza veicoli corazzati che possono essere ruotati o cingolati e supporta le altre forze corazzate in quei compiti che nella storia erano svolti dalle falangi nell'antichità: attacco e sfondamento delle linee nemiche o tenuta delle posizioni in difesa. Grazie alla mobilità consentita dai veicoli di cui è dotato, a questi compiti si assommano anche quelli dello sfruttamento dell'attacco (in caso di sfondamento delle linee nemiche) e quelli di riserva mobile. Questi ultimi compiti sono condivisi con la moderna cavalleria (spesso corazzata anch'essa).
Tipologie
Fanteria leggera
La mw0afanteria leggera è la denominazione tradizionale, invalsa per designare soldati incaricati di creare uno schermo avanzato al grosso della formazione dei combattenti terrestri, con compiti di disturbo e di ritardo l'avanzata nemica; la classificazione, in contrapposizione alla mw0qfanteria pesante, è scomparsa progressivamente nell'mw0getà contemporanea.
Fanteria pesante
mw1gFanteria pesante è la denominazione invalsa per designare soldati incaricati di battersi in formazioni chiuse, costituenti il vero e proprio nerbo dell'esercito durante le battaglie campali. La classificazione rimase in auge principalmente fino all'mw1wetà moderna, la sua azione spesso si poneva in termini di stretta coordinazione con la mw2afanteria leggera.
Fanteria d'assalto
La mw3afanteria d'assalto è un tipo di fanteria speciale che utilizza mw3qarmi da fuoco leggere, rispetto a quelle utilizzate in via ordinaria, perché più adatte a una mw3gguerra di movimento. Sono unità specializzate nell'mw3wassalto rapido e utilizza mw4aarmi automatiche, mw4qlanciafiamme e mw4gbombe a mano.
Fanteria di marina
La mw5gfanteria di marina è l'espressione con cui sono definiti i mw5wreparti mw6aanfibi delle mw6qforze armate nei vari mw6gStati del mondo.
Fanteria montata
La mw7gfanteria montata è una specialità delle forze armate di diversi Paesi, composta da mw7wsoldati che si spostavano su mw8acavalli (o altri animali da sella) ma combattevano appiedati come normali fanti.
Fanteria meccanizzata
La mw9afanteria meccanizzata è un tipo di mw9qunità militare terrestre di fanteria dotata di mw9gveicoli trasporto truppe, mw9wmezzi corazzati e mw-aveicoli da combattimento della fanteria per il mw-qtrasporto e il mw-gcombattimento.
Fanteria da montagna
Le mw-gtruppe da montagna sono reparti specifici delle mw-wforze armate il cui compito è di operare in ambienti montani, e quindi in grado di effettuare con successo una mwaqaguerra in montagna per osservare e superare le linee di difesa nemiche.
Specializzazioni
Fucilieri
I fucilieri sono i soldati armati di mwaqufucile e costituiscono la componente base della fanteria. Da quando sono state introdotte le armi di reparto (mitragliatrici, armi controcarro leggere, a volte anche mwaqymortai) anche ai livelli ordinativi più bassi (mwaqcplotone e squadra), questi reparti hanno perso la possibilità di essere identificati tramite l'omogeneità dei componenti. Non costituiscono più l'unica tipologia di fanti inquadrati in una determinata unità per cui, in molti eserciti, la denominazione di mwaqgfuciliere identifica il componente di una qualsiasi unità base di fanteria. Sono generalmente equipaggiati con armamento individuale e/o con armi di reparto (mitragliatrici pesanti, armi anticarro) sono destinati allo svolgimento di ogni attività militare sui generis (assalto e attacco di postazioni nemiche, difesa di posizioni, manovre di avvolgimento) e di tutte le attività che coinvolgono specificatamente la fanteria, comprese quelle di pattugliamento, sorveglianza, difesa di strutture.
Tra gli uomini di fanteria maggiormente predisposti al tiro con il fucile, vengono selezionati gli elementi che affronteranno ulteriori corsi di specializzazione per diventare mwaqotiratori scelti; questi ultimi sono distribuiti tra i vari reparti di fanteria per fornire ai comandanti di battaglione o di compagnia la possibilità di far effettuare tiri di precisione nei confronti di bersagli particolarmente paganti e sensibili. Spesso è una specializzazione molto diffusa tra le truppe speciali costituite da mwaqsmwaqwincursori e mwaq0mwaq4commando.
Paracadutisti
Il mwariparacadutista militare è il mwarmmilitare che utilizza il mwarqparacadute per il suo impiego in combattimento. È solitamente inquadrato in apposite unità di fanteria, all'interno delle mwaruforze armate, particolarmente addestrate. Sono il nucleo principale delle mwarytruppe aviotrasportate.
Incursori e commando
Incursori e commando sono i fanti maggiormente specializzati, inquadrati in unità di fanteria leggera delle mwar4forze speciali, spesso con ulteriori qualifiche che li rendono idonei all'aviolancio con paracadute ad apertura comandata e all'utilizzo di autorespiratori per il nuoto subacqueo, sono in grado di operare in qualunque teatro o condizione.
Queste unità sono destinate ad azioni veloci verso bersagli di grande valenza sia a livello tattico sia strategico (incursioni, acquisizione obiettivi, sabotaggio, guerriglia, antiguerriglia, rapimento o eliminazione di figure di spicco avversarie) e dotate di armamento individuale specifico che spesso si differenzia da quello in dotazione agli altri reparti dell'esercito a cui appartengono, oltre ad avere in dotazione esplosivi per effettuare le loro missioni di sabotaggio e demolizione.
Nel contesto di conflitti convenzionali di media/alta intensità, il loro impiego è spesso previsto per eseguire missioni oltre le linee nemiche, motivo per cui vengono addestrati all'esecuzione di operazioni che prevedono attività di mwaseinfiltrazione ed mwasiesfiltrazione, ovvero le tecniche che permettono di entrare e muoversi in territorio nemico, nonché di uscirne nel modo più sicuro senza essere scoperti.
Osservatori ed esploratori
Fanti specializzati nelle missioni di raccolta informazioni sull'entità delle forze nemiche e sulle caratteristiche del territorio, con compiti di mwasuricognizione. Essi sono inquadrati in piccole unità specializzate e hanno due connotazioni principali: una a carattere mwasytattico per essere a disposizione o del comandante di una grande unità (mwascdivisione o mwasgbrigata) o di quello di una unità base (mwaskreggimento o mwasobattaglione) e una a carattere mwassstrategico per essere a disposizione diretta dello mwaswstato maggiore dell'esercito di appartenenza (eventualmente tramite un comando intermedio che gestisce tutte le mwas0forze speciali) e per eseguire missioni molto simili a quelle delle forze speciali da incursione, con la differenza che non effettuano azioni di combattimento dirette (se non per autodifesa nel caso in cui siano scoperti) ma solo di osservazione o acquisizione obiettivi.
Ad esempio nell'mwas8esercito italiano, unità di esploratori/osservatori di questo tipo sono previste solo a livello strategico come nel mwata185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore", mentre in altri eserciti esistono reparti di questo tipo anche a livello tattico (non solo divisionale, ma anche reggimentale o a livello battaglione), come nello mwatemwatiUS Army nel quale è previsto un plotone mwatmscout inserito nella mwatqWeapons Company di ogni battaglione di fanteria. Per le unità impiegate a livello strategico (o comunque nell'"area di interesse" di una grande unità almeno divisionale) le modalità di impiego prevedono metodologie e tecniche particolari riguardo infiltrazione ed esfiltrazione.
Nelle forze armate nazionali
Italia
I più antichi mwat0Reggimenti di fanteria italiana hanno origine nei Reparti della Fanteria mwat4sabauda, le cui prime Unità organiche nascono nel mwat81619 sotto mwauaCarlo Emanuele I. Nel mwaue1664 sei Reggimenti saranno ordinati e denominati come le Province dello mwauiStato sabaudo, con l'eccezione delle "Guardie". Nel mwaum1798, dopo l'occupazione mwauqfrancese, mwauuCarlo Emanuele IV scioglie le truppe dal giuramento. Le Unità Nazionali saranno ricostituite dopo il mwauy1814, e arriveranno a essere 24 nel mwauc1848. L'Arma di Fanteria, formata dai mwaugGranatieri e dalle Unità di linea, si sviluppa progressivamente aprendosi a nuove specialità. Nel mwauk1836, da un'intuizione del Capitano mwauoAlessandro La Marmora, nascono i mwausBersaglieri da alcune Unità dei Granatieri. Nel mwauw1872 è la volta di mwau0Giuseppe Perrucchetti con gli mwau4Alpini.
Durante la mwavaprima guerra mondiale l'Esercito Italiano fu organizzato con un numero elevato di Reggimenti di Fanteria come in nessun altro momento della storia, raggiungendo i 235 reggimenti organizzati in 115 brigate (per lo più costituite da 2 reggimenti, tranne 5 brigate da 3 reggimenti). Nell'estate del mwave1917, in piena mwaviGrande guerra, nacquero ufficialmente gli mwavmArditi, presso la 2ª armata, per iniziativa del generale Capello (comandante della 2ª armata), del generale Grazioli (comandante della brigata Lambro) e del tenente colonnello Bassi (comandante di un battaglione di fanteria). Il 12 giugno, in località Russiz, frazione di mwavqCapriva del Friuli, fu costituita una compagnia di formazione, agli ordini di Bassi, con 4 mwavuplotoni di fanteria, una sezione mitragliatrici e una artiglieria someggiata, con elementi provenienti dalla 2ª armata. Risultando poi, nel proseguire (il 5 luglio fu autorizzata la costituzione del I Reparto d'assalto), insufficiente il campo di Russiz, venne creato un nuovo campo d'addestramento sulla riva destra del Natisone, in località Sdricca di mwavyManzano, con tanto di collina "tipo" per le esercitazioni.
Nel campo di Sdricca il I Reparto d'assalto fu "consacrato" dalla visita del re (effettuata il 29 luglio, che restò come data di nascita del corpo degli Arditi). Il battesimo del fuoco degli Arditi si ebbe con la mwavgbattaglia della Bainsizza (18 e 19 agosto 1917), allorché la 1ª e la 2ª compagnia del Iª Reparto d'assalto aprirono la via alla 22ª divisione del XXVII CdA, passando l'Isonzo a mwavkLoga e mwavoAuzza e conquistando le alture del mwavsmonte Fratta. Nelle stesse giornate la 3ª compagnia effettuò un attacco in località mwavwBelpoggio, sul monte San Marco, vicino a mwav0Gorizia. Fra il mwav41938 e il mwav81939 nascono le prime unità paracadutisti. Nel mwawa1950 nascono i mwaweLagunari, la specialità più giovane dell'Arma tra quelle ancora esistenti. Nel mwawi1953 nasce il nucleo di quelli che saranno gli incursori moderni dell'Esercito Italiano e che diventeranno il mwawm9º reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin". Negli mwawqanni settanta iniziarono a essere usate anche in Italia le dizioni mwawumwawyFanteria d'arresto, mwawcmotorizzata e mwawgmeccanizzata per qualificare l'uso e le capacità dei vari mwawkbattaglioni, che ora si chiamano semplicemente mwawodi fanteria solo se addetti all'addestramento delle mwawsreclute.
Regno Unito
Il mwaw4mwaw8Royal Regiment of Fusiliers è un mwaxareggimento di fucilieri di fanteria del mwaxemwaxiBritish Army.
Note
cite-note-11. ↑ mwaxkS. Paolucci e G. Signorini, mwaxoL'Ora di Storia 1, Edizione Rossa, Zanichelli, p.mwaxs 313.
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Collegamenti esterni
• citerefdss(IT, DE, FR) Fanteria, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) infantry, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-canadese(EN, FR) Fanteria, su Enciclopedia canadese.
• mwayqEsercito Italiano - L'Arma di Fanteria, su esercito.difesa.it. URL consultato il 13 settembre 2005 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2005).
• mwayyAssociazione Nazionale del Fante, su associazionenazionaledelfante.it.
• mwayg(EN) US Army field manual FM7-20: The infantry battalion (manuale dell'esercito americano sull'organizzazione e sui compiti del battaglione di fanteria), su globalsecurity.org.